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Comunicati stampa

Scabbia: diagnosi, trattamento e prevenzione – Revisione 2025

09 Ottobre 2025

Dialogo sui Farmaci presenta una revisione clinico-terapeutica aggiornata della monografia dedicata alla scabbia, malattia parassitaria causata dall’acaro Sarcoptes scabiei var. hominis. L’infestazione si trasmette attraverso il contatto cutaneo diretto e prolungato e può causare focolai in ambienti comunitari come RSA, carceri, caserme e scuole. I sintomi principali includono prurito notturno intenso e lesioni papulo-eritematose con solchi, più evidenti negli spazi interdigitali, ai polsi, ai gomiti e nella regione genitale. Nelle persone immunodepresse può manifestarsi la forma crostosa, più grave e altamente contagiosa.


Diagnosi clinica e differenziale

  • Clinica: prurito notturno e distribuzione tipica delle lesioni (spazi interdigitali, polsi, ascelle, regione periombelicale, genitali).
  • Conferma diagnostica: identificazione di acari, uova o feci tramite raschiato cutaneo o dermoscopia; utile nei casi atipici o crostosi.
  • Differenziale: dermatite atopica, eczema nummulare, punture di insetti, prurigo nodulare, impetigine secondaria.

Terapia di prima linea

Permetrina 5% crema (uso topico): applicare su cute pulita dal collo in giù, includendo pieghe, unghie e spazi sottoungueali; lasciare agire 8–12 ore e lavare. Ripetere l’applicazione dopo 7–14 giorni. È considerata sicura in gravidanza e durante l’allattamento secondo le principali linee guida internazionali.

Ivermectina orale: 200 µg/kg per dose, da assumere per via orale in due somministrazioni a distanza di 7–14 giorni, preferibilmente con il cibo. È indicata quando il trattamento topico non è praticabile o in contesti epidemici. Non raccomandata in gravidanza e nei bambini di peso inferiore a 15 kg.


Scabbia crostosa

Richiede una terapia combinata con permetrina topica e ivermectina orale, da ripetere più volte (es. nei giorni 1, 2, 8, 15, 22), associata a decontaminazione ambientale rigorosa e isolamento fino alla risoluzione clinica.


Gestione dei contatti e controllo dei focolai

  • Trattare simultaneamente conviventi e contatti stretti, anche se asintomatici.
  • Decontaminare biancheria, asciugamani e vestiti usati nei 3 giorni precedenti a ≥50 °C per almeno 10 minuti o mediante asciugatrice a caldo; in alternativa, sigillare in sacchi per 72 ore.
  • Rientro a scuola o al lavoro: consentito dopo il completamento del primo trattamento; il prurito può persistere per alcune settimane (scabbia post-trattamento).
  • RSA e istituti: trattare immediatamente il caso indice, anche prima dell’avvio di eventuale trattamento collettivo; valutare l’uso di ivermectina secondo i protocolli locali.

Popolazioni speciali

  • Gravidanza e allattamento: preferire permetrina topica; evitare ivermectina orale salvo valutazione specialistica.
  • Bambini <15 kg: dati di sicurezza limitati per ivermectina; usare solo permetrina.
  • Immunodepressi e anziani fragili: minore efficacia della sola terapia topica; considerare precocemente lo schema combinato.

Prevenzione e salute pubblica

Le autorità sanitarie raccomandano l’identificazione precoce dei casi e la formazione del personale socio-sanitario nelle strutture residenziali. La gestione tempestiva dei focolai riduce la morbilità e i costi associati. Il trattamento simultaneo dei contatti e la decontaminazione ambientale restano i cardini della prevenzione.


Documento storico

È disponibile la monografia originale del 2012 in formato PDF come risorsa d’archivio: Scabbia – Monografia DSF (PDF archivio).


Messaggi chiave

  • Permetrina 5% topica e ivermectina orale hanno efficacia comparabile nelle forme classiche.
  • Trattare sempre contatti e conviventi per evitare reinfestazioni.
  • Le forme crostose richiedono terapia combinata e sorveglianza clinica attiva.

Nota editoriale: articolo revisionato e aggiornato dalla redazione di Dialogo sui Farmaci nel 2025 sulla base delle linee guida di WHO, CDC e UKHSA. Le decisioni terapeutiche devono essere valutate dal medico curante.

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